e quante le pretese?

Posted in baratto on 6 febbraio 2010 by siminasino

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Mancava il bianco dei fogli,

l’impugnare nel verso giusto le penne

nell’imperfezione dei tempi

e delle parole come merce

scambio di botte

senza orme.

Ho visto quanto la pelle

non si può più indossare

se non con una certa prontezza

a rispondere il niente

o fuggire senza volontà

le miserie che diventano ritmi

a volte prendono colore

e resta

l’odore

il ricordo

la voglia

il baratto

tra la vita e le parole.

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canoni in intensione

Posted in Uncategorized on 14 gennaio 2010 by siminasino

Posted in Uncategorized con i tag on 3 gennaio 2010 by siminasino

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ho scritto di un riscatto

sia parlare di desideri

o almeno di privilegi

(invertite, per il momento)

erano tutte le panche raggrumate

come conchiglia ed io

immersa tra le curve

scagliavo la voglia del dopo

contro le mie volontà.

Più di tante volte

sarei rimasta

spalle contro il muro e da lì

l’arresa

ma la visione narcisista

che fa di noi gente e patina

sugli occhi

mi faceva da rimbalzo

e ancora

vedevo me in quel che sarò

per me

e come impulso

disciplina

primo passo

lungo e fermo

secondo dall’inizio

e da lì

terzo e quarto

ad affondare il presente

finchè le mani

potessero aggrapparsi

a terra ferma

e tutto il contorno

a diventare spasmi di blu,

a puntini

con ciò che ho lasciato

smesso

dietro alla nuca

un’inevitabile ruga;

che brutta ’sta cosa!

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Una sedia è quel che so di altri tempi

Posted in in con vita on 19 novembre 2009 by siminasino

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Mi piace l’odore delle castagne.

 

Vado tenendo in pugno

sguardi affrancati

e parole sull’autunno

blaterato il disgusto dell’estate

 

…e piango il possibile

rigurgito racconti di donne nude

sorrido

 

tutte le cose che ho voluto

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Esistenza, presenza nella durata di un minuto

Posted in Uncategorized on 19 ottobre 2009 by siminasino

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Carica scarica,

l’imbuto delle speranze

è là, dove mi sono tolta il vestito

e sopra messo le scarpe infangate

che ho disconosciuto il rullio delle regole

in cambio a qualche piega

di sorriso

come scacciato da un pezzo di carta

rimosso dalle forme di bene

e concessioni di fiato sospeso

nella durata di un minuto

per vederti esistere

sbracciato, in balia dei miei brividi.

Ho messo i sigilli alle porte,

sfregiato le maniglie

e i colpi non tornano più

quando mi sbriciolo tra le mani

il vento

e le fessure

le ossa

ripartendo in movimenti,

la coscienza di ogni muscolo

presenza.

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Nell’uno dopo e ricordo sotto i denti

Posted in nell'uno dopo on 25 settembre 2009 by siminasino

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Non è il pensiero che guida le scelte
se il collo pende in giù
e si sentono arrotolare
alle membra le scale,

quelle della speranza
che si aggira
e mai tocca in definitiva
la disperazione.

Pensavo di regalarti
un cesto di ricordi
quelli non più miei
ma che si schiantano ogni volta
sullo screpolio a fuoriuscita
di sangue sotto ai denti,

potrei credere al potere
di un’influenza
delle buone azioni
o del tempo impegnato
da me, a chi si ha meno
di me.

E’ che le rette vie
le tocco spesso
le indosso come motto
ma vile l’esperienza
non fa di loro sentire

vivo in un pugno di energie
che elargisco alle attenzioni
sui fatti minimi, coscienti
ma sempre più forti dei miei basta.
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Ingorghi al condizionale

Posted in nell'uno dopo on 16 settembre 2009 by siminasino

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Dicono che
dietro alla disperazione
ci sia la voglia di svolta
(non contraddico)

ma parlano di soluzione
di nodi in capo ad ogni corsa
e strisciar di piede
come rivalsa.

L’ultima volta
rinchiusi in un barattolo
qualche sfregio di vita
ma a stento ingordo il palato
conficcò nei polmoni
sconfitta.

Voi, che urlate ai non credenti
sputate in faccia le probabilità
(confesso peccati)
persino la speranza

ma voi, al tempo del
discernere sui fatti
sfrecciate piedistalli di bonaccia
sulle discariche avreste
un manto sopra gli occhi
e niente graffi in caduta.

Smetto l’accoglienza
lo sguardo del domani
dimetto la carne dall’essere spinta
soluto degli ingorghi al condizionale.
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Nicola

Posted in in con vita on 16 settembre 2009 by siminasino

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Avrei scroccato quella sedia

nel portone a velo in chiesa.

 

Saprai del passo preda a uno zerbino

e la cerca di fede

in esterni di un cappello

saprai perché se anche…

 

convalidato e scelgo

questa volta un passaggio

(mi domanderanno documenti)

 

…è questione di

ginocchia

terra

in procinto di fuga e ali volgarizzate

che smilzano i centri alle porte

feriti dalla carne

sull’ipocrisia dei sempre come chiave ai rigori.

 

Maestra per gli animali:

tutto il rispetto

ma se in strada una scorciatoia

trascina il fiato tra le ruote

il Maestro che non sa

allestire piedi negli assalti

dei perché

avanza il biglietto

come sangue per cuscino.

 

Ed io,

stringo le scosse

e aggrappo un vestito

dall’orlo smesso all’apparire

 

lì, tra lo scoppio delle scimmie

trovo

la spiaggia

e l’acqua che adduce

scadenze.

 

Voglio:

 annegarmi le spalle

ammorbidire i gomiti

tra le foglie ai seni.

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Girotondi smessi

Posted in nell'uno dopo on 16 settembre 2009 by siminasino

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Dove arriva l’appetenza se nel sottoscala

ricco d’inferno e giorni su tregue

ti sbricioli tra le cascate a ventre in giù

e corri su risucchi del non  vivere?

 

Portati in sacca una scorta di bile

ed emulsiona le speranze

al contempo gli ingorghi delle fate

dei dolci al tempo  amari

lasciali fuggire ai lati, sciogliersi

in corrispondenze di ciò che esce

di consensi

ancora indietro sulle entrate

 

Che sia sospinta in un mese d’estate,

a bocca aperta

 verso… contrade a gocce,

la consapevolezza

e i girotondi smessi

ripidi

sugli scaffali.

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Quasi Natale

Posted in in con vita on 16 settembre 2009 by siminasino

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indosso l’inasprirsi delle dune

l’accartoccio di un braccio

in sospeso…

 

a spinta di tensione

sul palmo là che preme

la solita mutanda

 

quella che usi nei giorni di battesimo

all’aprire delle carte

immischiate nei tuoi abiti di buona.

 

Scarso

spinge non tocca

quella che sotto alle unghie

definisci vita

ti dico, che non sfiora

la raccoglie in grumi

a fili di stupore

nei due giorni che mancano

di concime alla domenica.

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